Progetto Legalità: Bullismo-Cyberbullismo

Progetto Legalità: Bullismo-Cyberbullismo

Mai più un’altra Manduria. Si insiste sulla strada della prevenzione attraverso la conoscenza delle regole all’Istituto Comprensivo “Don Enrico Smaldone” di Angri.  Questa la chiave di lettura dell’incontro che ha visto protagonisti i ragazzi delle Terze della Secondaria di Primo Grado. Sono stati loro la platea dell’incontro “Bullismo e Cyberbullismo”, celebrato nell’Aula Magna nell’ambito sia del Progetto di Legalità che la scuola angrese vive che della multiforme offerta di crescita che il corpo docente sta cercando di offrire agli studenti in seno al Maggio dei Libri 2019.

Padrona di casa la Dirigente Scolastica, Brunella Cataldo, che ha introdotto i lavori – con specifici riferimenti all’argomento oggetto del dibattito – presentato ospiti di spessore: il tenente Massimo Santaniello, della Radiomobile di Nocera Inferiore, e il maresciallo maggiore Alessandro Buscema, comandante della stazione carabinieri di Angri.  Adriana Romano, referente delle iniziative anti-bullismo, docente e avvocato, ha rimarcato come l’incontro fosse una tessera chiave di quel mosaico cui l’IC Smaldone ha messo mano nell’ambito di un percorso di crescita nella legalità volto a costruire delle identità.

Che l’Istituto Comprensivo “Don E. Smaldone” intenda energicamente proporsi come scuola debullizzata in un panorama globale – sia locale che nazionale – inficiato da segnali preoccupanti lo dimostra anche il video proiettato a inizio lavori: si tratta di un corto realizzato con la confluenza delle energie di quanti hanno dato e danno il loro contributo alla TV di Istituto (una chicca dell’offerta formativa dell’Istituto). Un lavoro dei e con i ragazzi, realizzato con la consulenza tecnica d Luciano Verdoliva, da un’idea della docente-giornalista Patrizia Sereno.

Chiaro e forte il messaggio formulato a più voci nell’Aula Magna di Via Stabia. Quando ci si ferma a riflettere su bullismo e, soprattutto, sul cyberbullismo si deve prendere coscienza da subito che il fenomeno è complesso e variegato. La prima tentazione da esorcizzare è quella di dividere i giovanissimi in … buoni e cattivi. Nessuno nasce bullo, così come nessuno nasce vittima. Ciascuno di noi viene al mondo dotato di una massiccia dose di energia vitale, con un’aggressività che è istinto innato e insieme carburante della naturale tendenza a fare esperienza. E’ quella che, lungo il percorso, da sana aggressività, a volte, diventa altro: rabbia, violenza. Per scongiurare questo pericolo il bambino – come l’adolescente – ha bisogno di avere guide sicure che sappiano indirizzare la carica di energia vitale che lo contraddistingue. Gli psicoterapeuti, se da una parte sollecitano educatori e famiglie a non drammatizzare un singolo episodio di aggressività (imparare a gestire i conflitti fa parte della crescita), dall’altra invocano attenzione laddove i figli, gli alunni diano a chi li segue la sensazione di vivere un’esperienza da bulli o da bullizzati.

A suggello dell’impegno di “costruzione di identità”, l’IC Smaldone ha aderito – in via sperimentale con una classe della Scuola Secondaria di Primo Grado – all’iniziativa “Neoconnessi, imparare a navigare”, iniziativa di digital e media education.

Il leitmotiv del percorso NeoConnessi è quello di stimolare a Scuola una riflessione condivisa tra i tre “protagonisti” del percorso educativo: bambini, docenti, genitori.

L’obiettivo è creare una sinergia di intenti sull’uso consapevole e sicuro della Rete, soprattutto nel momento delicato in cui i ragazzi si trovano per la prima volta a utilizzare un device personale e portatile con accesso a Internet, che sia tablet o smartphone, e a navigare in autonomia.

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